Made in Umbria.Design Elsewhere: quando il design interpreta la cucina

Può la moda raccontare il cibo e viceversa? Se fino a ieri credevate impossibile questo connubio oggi potete ricredervi, e soprattutto ammirare come la contaminazione di idee e linguaggi possa essere la chiave del futuro. A lanciare questa sfida sorprendente è stata la stilista umbra Fabiana Filippi, affiancata da 5 chef che mescolando cibo e design hanno dimostrato come un colore, la forma e l’estetica di un capo possano stuzzicare il palato, o come una pietanza possa portarci attraverso il suo sapore in luoghi lontani, e magari proprio in Umbria.

Sì perché ad essere state protagoniste di questa iniziativa Made in Umbria. Design Elsewhere sono state le più note ricette umbre, reinterpretate da chef stranieri che hanno aggiunto il loro personale tocco segreto. La presentazione è avvenuta nella nota boutique milanese del brand in Via della Spiga 42, e in realtà ogni mese da Maggio a Settembre è stato dedicato ad una ricetta.

A Maggio il menù del giorno ha visto protagonista il pane di Strettura e l’olio d’olivo, ingrediente e gusto improbabile di un gelato; Giugno invece con l’avvento dell’estate ha visto protagonista il gambero d’acqua dolce della Val Nerina riletto secondo il palato giapponese, mentre a Luglio tempo di tartufo estivo, il famoso Scorzone della Val Nerina alla maniera coreana. A Settembre spazio ai legumi con la fagiolina del Lago Trasimeno, la lenticchia di Castelluccio e la cicerchia, secondo un gusto incrociato tra italiano e orientale.

Un piacere per gli occhi e il palato, e le foto parlano davvero chiaro: non è un caso che presto l’evento diventerà un libro, un po’ di ricette e un po’ fotografico.

 

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