UCDA 2015 dopo Expo: Nutrire le fila del pianeta, partendo dal cuore
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UCDA 2015 dopo Expo: Nutrire le fila del pianeta, partendo dal cuore

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UCDA 2015 dopo Expo: Nutrire le fila del pianeta, partendo dal cuore

Si è conclusa circa qualche settimana fa l’avventura dell’Expo, evento che con i suoi grandi numeri, iniziative e contatti con tutto il mondo si può dire abbia dato all’Italia una nuova aurea di autostima: uno spazio immenso ha accolto la cultura del cibo, del mangiare sano e bene, nell’Italia, patria da sempre del buon cibo, ma anche nel mondo, ricordandoci che prima di ogni interesse, distrazione o attrattiva a cui un mondo sempre più ricco di possibilità ci pone, ci siamo noi. C’è il nostro corpo, il nostro benessere fisico e mentale. E in fondo, questo non è anche il nostro motto? Il motto di chi ha deciso di realizzare un capo di altissima qualità in cashmere, preoccupandosi di donare calore, benessere fisico e piacere a chi lo indossa, al tatto e alla vista.

Leggere in questa chiave l’esperienza di UCDA 2015 è fondamentale, e non può che ricollegarsi al concetto più che mai ora fondamentale: quello di “Nutrire”. Nutrire attraverso la crescita e la promessa di nuovi talenti, come i giovani talenti stranieri che si sono giocati la possibilità di uno stage nel distretto tessile umbro, che possano così far incontrare culture e maestranze differenti. Nutrire il settore tessile attraverso una ricerca specializzata sui suoi elementi basici, come il colore, se pensiamo alla testimonianza della designer Ilana Efrati, Tintoria Ferrini e Cariaggi, che hanno suggerito un nuovo modo di guardare e percepire il colore, cioè vivendolo. Nutrire con creatività, fantasia e passione la moda, scovando le strade che può percorrere, facendola interagire costantemente con il settore più inaspettato: quanto ci sarebbe da dire su cibo e moda, non solo in merito all’aspetto strettamente medico-sociale, ma anche chiedendosi quanto la moda e il cibo possano dialogare tra loro, magari rubando colori, suggestioni, idee, luoghi. Un piatto o un capo possono portarci alla mente, con la stessa potenza, una cultura, una tradizione, un mondo, che può generare idee sempre nuove e progetti innovativi.

L’esperienza di #UCDA 2015 a Milano in occasione dell’Expo, può condurci proprio a questa riflessione: su quanto oggi l’interazione e la connettività nel mondo sia la chiave di volta per innovare, creare e sorprendere. Un esempio che, proprio con questa iniziativa, l’Umbria ha mostrato di portare costantemente avanti, cercando sempre il dialogo e il contatto con il resto dell’Italia e nel mondo, sempre sotto il segno del Made in Italy.

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