Fili di vita: storie di chi ha fatto del cashmere il proprio mestiere
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Fili di vita: storie di chi ha fatto del cashmere il proprio mestiere

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Fili di vita: storie di chi ha fatto del cashmere il proprio mestiere

Delicata, segno concreto del Made in Italy, morbida, calda: la fibra in cashmere ha nella tessitura di ogni maglia una storia da raccontare, che non è solo quella di chi sceglierà di indossarla e vi legherà il suo ricordo, ma anche quella di chi quella fibra l’ha generata, raccolta, lavorata e modellata in un capo. Per quelle persone il cashmere è diventato una storia di vita a cui si aggiunge una nuova pagina ogni giorno.

Oggi il cashmere è diventato molto di più di un capo, trasformandosi in un’opportunità e una passione che si può trasformare in un mestiere, non solo per chi opera nel settore del lusso che ha poco risentito della crisi, ma anche per chi opera nelle piccole e medie aziende. Come non ricordare la storia di Nora Kravis, studiosa americana di Storia dell’Arte che giunta in Italia ha deciso di restarvici per creare in Toscana la sua Chianti Cashmere, azienda in crescita ed espansione costante che oltre ad avere un allevamento di capre da cashmere, è anche un agriturismo aperto al pubblico, e dispone di una propria attività produttiva. Lei è l’esempio di come l’amore e la passione permettano di andare lontani anche nel nostro paese.

Sulla stessa scia della passione l’esperienza di Brunello Cucinelli, icona oggi del cashmere, delle risorse tessili dell’Umbria e anche del lusso, al punto da essere riconosciuto a livello internazionale sia per l’espansione della sua fascia di mercato, i fatturati alle stelle e una nuova filosofia del lavoro, che torna a valorizzare il lavoro individuale per formare un team vincente. Eppure anche la storia di Cucinelli non è iniziata con il cashmere, la sua era una semplice famiglia contadina: il filo del cashmere è stata una passione esplosa lentamente, diventando una svolta.

E se torniamo ancora indietro nel tempo, di grande esempio anche lo spirito imprenditoriale di una donna come Luisa Spagnoli, che ha dato vita a ben due aziende, si deve a lei La Perugina. La sua storia inizia nel 1928 quando per prima introduce l’utilizzo del filato d’angora per la produzione di maglieria, dimostrandosi come una donna che già guardava in avanti: una visione sempre tesa verso il futuro che è stato il più grande lascito fatto ai suoi eredi che oggi ne hanno fatto una delle aziende di cashmere più rinomate.

 

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