Maglificio Angorelle: dal telaio al web sotto il segno del cashmere
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Maglificio Angorelle: dal telaio al web sotto il segno del cashmere

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Maglificio Angorelle: dal telaio al web sotto il segno del cashmere

Al centro anche di Umbria Expo, oggi diventa sempre più importante parlare del dialogo tra tessile e innovazione: una tematica che non lascia quindi indifferenti le piccole e medie aziende italiane, tra cui molte sono proprio quelle che hanno deciso di fare del cashmere punto cardine delle proprie collezioni.

Di grande esempio a riguardo è la storia del Maglificio Angorelle, che ha visto nel web la possibilità non solo di poter arrivare ad una fascia di pubblico sempre maggiore ma di poter arrivare lontano, verso il mercato estero, grazie alle ampie possibilità che fornisce il web, e in particolar modo la vendita online.

Micro impresa a gestione familiare, fondata nel 1988 dai fratelli Massimo e Roberto Dondini che dopo aver maturato ampia esperienza nel settore, decidono di mettersi in proprio avviando un’intensa attività imprenditoriale nella produzione di capi d’abbigliamento in cashmere, e non solo. La loro però è anche una vocazione, un’amore per il settore tessile che gli viene trasmessa dal padre: “La passione per il settore ci è stata trasmessa da nostro padre, che operava nel campo della filatura. Noi ci occupiamo, invece, della fase successiva: acquistiamo il filato in rocche ed eseguiamo tutti i passaggi di lavorazione fino al prodotto finale“, ha spiegato Massimo Dondini.

L’innovazione è stata un punto di svolta per il maglificio di Prato, che ha favorito la nascita di un nuovo brand come Dalle Piane cashmere, un ampliamento di conoscenze che ha portato all’ottenimento del certificato di tracciabilità del filato. Il passo successivo è stato quello di arrivare al mercato globale, e in termini di sostenibilità economica il web si è rivelato un punto chiave: grazie infatti ad Artimondo, shop online della rassegna di Fiera Milano, Angorelle può portare il suo made in Italy dal sapore toscano verso l’estero, ampliando la possibilità di aprire boutique in Paesi emergenti, ammortizzando i costi.

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