Meeting 2014 di Comunione e liberazione:  Intervista a un artigiano del cashmere
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Meeting 2014 di Comunione e liberazione: Intervista a un artigiano del cashmere

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Meeting 2014 di Comunione e liberazione: Intervista a un artigiano del cashmere

Al meeting di CL, Cucinelli ha esposto le sue idee capitalisco-umanitarie, garbato ma enfatico il re del colosso del lusso italiano che  è entrato nella lista dei miliardari mondiali di Forbes spiega come egli sia fermamente convinto che la crisi sarà brillantemente superata, forte dell’adagio  di Dostoevskij: «La bellezza salverà il mondo», di cui l‘imprenditore ha fatto il suo faro.

Qui di seguito alcuni passaggi dell’intervista rilasciata da Cucinelli a Linkiesta:

“Sono pronto a scommettere che in tre anni il nostro tasso di disoccupazione sarà inferiore al 10 per cento. Questo è un momento magico per l’umanità, di declino del consumismo. Per consumismo intendo la parte oltre l’utilizzo e noi siamo tornati a utilizzare, ad avere un rapporto normale e bello con le cose. E forse siamo proprio noi italiani i primi ad aver concepito questa consapevolezza; ho fatto una ricerca tra i miei amici in azienda e negli ultimi tre anni comprano meno a rate, fanno molta più attenzione, sono più sensibili al territorio. Si vedono a casa di uno, vanno in campagna, si riappropriano di certi valori.

Con il ritorno ai grandi ideali c’è il declino del consumismo. Abbiamo avuto un trentennio di crisi di civiltà, oggi stiamo vivendo un rinascimento morale, civile, economico e spirituale. Siamo tornati a investire nei tre grandi ideali: la politica, la famiglia e la spiritualità. È partito più di un anno fa Papa Francesco ricordandoci di non giudicare e di non volgere le spalle alla povertà. Dobbiamo tornare a essere sostenitori dell’Italia, è l’Italia che ha bisogno di noi, soprattutto dei giovani. E non ci sono figure salvifiche, nemmeno gli imprenditori; l’Italia siamo noi.

In difficoltà erano la politica, la famiglia, la religione. Abbiamo bisogno di persone garbate e capaci che siano in politica, in famiglia e nella religione. Io sono imprenditore e non mi permetto di giudicare il governo. Voglio lavorare e vivere in Italia. Le dico solo che mi piacerebbe che il dipendente potesse guadagnare 1.600 euro invece di 1.200. Renzi ha fatto come Papa Francesco. Ha capito il valore di usare una terminologia contemporanea. Nella sua semplicità il Papa è facilissimo da comprendere, così anche Renzi. Lui ha capito che la politica aveva bisogno di un nuovo linguaggio e del valore della rapidità».

«Se io fossi il padrone dell’umanità sarei contento, venticinque anni fa andai per la prima volta in Cina e ho visto esseri umani vivere quasi come gli animali. Oggi i pastori cinesi che allevano capre di cashmere vivono come quando io facevo il contadino. C’è un miglioramento dell’umanità, che è cambiata all’improvviso perché abbiamo ridisegnato “il mondo del lavoro nel mondo”. Nel caso dell’Italia da noi il mercato globale vuole solo manufatti speciali, prodotti di alta gamma perché quelli medio-bassi li comprano in altri Paesi.

Questo genera uno scompenso di lavoro, certo, ma sono pronto a scommettere che nel giro di tre anni il nostro tasso di disoccupazione sarà inferiore al 10% perché torneremo a investire nei manufatti. Protagonisti saranno i giovani, ma dovranno lavorare in aziende belle, cioè umane. Non uso espressioni come risorse umane o capitale umano perché l’essere umano è prima di tutto una persona. Se io ti do dignità, tu domani sei più responsabile e creativo. Dobbiamo trattarci in un modo leggermente diverso, perché tutti sanno tutto. Io so quanto guadagni e dove sei stato in vacanza. Per essere credibili bisogna essere veri.

Come tutte le cose, anche il capitalismo dev’essere contemporaneo. Voltaire diceva che «se del tuo tempo non vuoi accettare cambiamenti forse prenderai la parte peggiore». Io credo che il capitalismo debba andare di pari passo con l’uomo». Questo è un secolo d’oro e per l’Europa il meglio deve ancora venire”.

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