Cashmere e Fotografia: Dalmazio Cividini racconta il fascino dello Still Life
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Cashmere e Fotografia: Dalmazio Cividini racconta il fascino dello Still Life

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Cashmere e Fotografia: Dalmazio Cividini racconta il fascino dello Still Life

Abbiamo sottolineato diverse volte come parlare di Cashmere, voglia dire parlare anche di benessere, qualità, eccellenza e Made in Italy. Cashmere però vuol dire anche passione: basti pensare agli imprenditori e a tutti i gruppi aziendali che lavorano ogni giorno per realizzare collezioni attraverso cui soddisfare non solo le aspettative dei propri clienti, ma anche far arrivare la loro storia che si nasconde in ogni capo che indossiamo.

Proprio parlando di passione, abbiamo chiesto a Dalmazio Cividini, fotografo still life, di raccontarci un po’ della sua storia, della sua passione per la fotografia divenuta una professione. Oggi Cividini è un fotografo con una carriera importante che l’ha portato a fotografare i più svariati prodotti per noti marchi. E tra i suoi soggetti, c’è anche il cashmere. Gli abbiamo chiesto anche di raccontarci in particolare, cosa lo ha colpito maggiormente della composizione della pregiata fibra e quali caratteristiche tende a mettere in risalto.

Ciao Dalmazio! Come nasce la sua passione per la fotografia al punto da averne poi deciso di farne un lavoro, e come mai la scelta di specializzarsi in particolare sulla fotografia Still Life?

A differenza di altri colleghi i quali svolgevano i lavori più disparati e in seguito si sono rivolti alla fotografia, io ho iniziato con questo mestiere da subito, dopo la scuola di fotografia. Era uscito in quel periodo il film Blow-Up di Antonioni, c’era la guerra in Vietnam i reporter avevano la Nikon F e nasceva la nuova figura del fotografo: testimone di eventi, creatore di immagini, atmosfere, messaggi visivi che da quel momento diventano un fondamento della comunicazione. Lungo il mio percorso lavorativo ho avuto l’opportunità di visitare moltissime e diverse realtà professionali, dalle acciaierie, alle fabbriche di caramelle, dagli impianti farmaceutici, alle scarpe con pellami pregiatissimi, dai prodotti agricoli all’elettronica avanzata, dai gioielli al cashemere.
Sul suo sito online è possibile visualizzare un portfolio fotografico ricco di disparati prodotti: cibo, abbigliamento, prodotti per la casa…. c’è un soggetto che ama fotografare particolarmente?
Altri miei colleghi si specializzano in un unico settore, io ho preferito diversificare il mio lavoro mettendo sempre oltre alla professionalità quel po’ di freschezza che non potresti avere se ogni giorno fai le stesse cose, sarebbe come stare in fabbrica alla catena di montaggio, e non avresti il gusto di provare a fare cose sempre nuove.
Quale rapporto instaura con il soggetto da fotografare? Cosa decide di mettere in risalto e quale emozione, storia, percezione vuole che arrivi a chi osserverà l’immagine?
Quando devo fotografare un oggetto, a seconda di cosa si tratti lo guardo o lo maneggio. Cerco di scegliere una prospettiva e una situazione che riesca a far arrivare la sensazione, la percezione, l’emozione, il messaggio che il committente mi ha chiesto di far pervenire al target finale al quale è rivolta la fotografia.
Still life e Abbigliamento: per quali aziende ha lavorato? Le è capitato di fotografare capi in cashmere, per quali aziende e in quale occasione?
Ho lavorato molte volte per clienti di abbigliamento: dall’intimo ai capi spalla, così come per le calzature e abbigliamento sportivo per aziende come Ragno, Infiore, Lovable, Fila, Champion, Montecore, Herno ma soprattutto il cashmere di Avon Celli.
Si è trattato quasi sempre foto still life: preferisco la calma e la ricerca delle forme più appropriate da dare ad un capo non indossato, valorizzando taglio, materiali, particolari del capo stesso.
Soffermandoci sui capi in cashmere: su cosa si soffermerebbe per valorizzare in fotografia un capo in cashmere, quale caratteristica del tessuto le piacerebbe risaltasse in foto?
Del cashmere mi piace evidenziare la morbidezza, il comfort, la sensazione di calore che l’abbigliamento realizzato  con questa fibra trasmette. E non solo capi classici: mi ricordo un maglione di Avon Celli che si chiamava “Macceroni” in cachemire 24 fili, che aveva un aspetto estremamente originale e moderno.

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