Il futuro del tessile in Umbria: una strada in salita

Il successo del cashmere umbro arriva anche in televisione, perchè in occasione della puntata di “Presa Diretta” andata in onda il 17 Marzo si è proprio parlato dei grandi risultati e progressi registrati dal distretto tessile umbro.

Esempio eccelso di un Made in Italy che sopravvive alla crisi e si fa anche testimone di un’arte tutta italiana, al centro del programma è stato protagonista proprio questo forte marchio di garanzia, acquisito anche da marchi stranieri negli ultimi dieci anni non solo per quanto riguarda il settore tessile, ma anche quello alimentare e artigianale. Difficoltà vi sono stante senza dubbio anche per l’industria tessile se si considera che un grande marchio di cashmere come Loro Piana è passato in mano francesi, oppure che nel Nord Italia i laboratori tessili da centinaia sono diventati una decina causando anche la perdita dei posti di lavoro per ottantacinquemila persone.

Il distretto umbro però è esempio di come a volte il vento vada anche per altre strade e possa soffiare nella giusta direzione: la valorizzazione delle risorse, il progresso tecnologico e culturale promette infatti una strada ancora in salita per il giovane distretto umbro, tra i cui nomi prestigiosi non si è mancato di far riferimento al successo del marchio Cucinelli ma anche a Lorena Antoniazzi, una delle prime aziende ad aver introdotto la tracciabilità del cashmere. Un marchio distintivo importante quello del Made in Italy, come ha sottolineato anche Gianluca Mirabassi, Presidente e Ad si  Sterne International che collabora con il marchio Antoniazzi.

La certezza del Made in Italy è ormai un plus. Le persone sono disposte a spendere ma puerchè ci sia un valore reale dietro”, ha sottolineato Mirabassi. E’ questo infatti lo spirito che deve contraddistinguere lo stile dell’originale prodotto italiano.

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