La Cina e il Cashmere: quando “Made in China” vuol dire qualità
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La Cina e il Cashmere: quando “Made in China” vuol dire qualità

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La Cina e il Cashmere: quando “Made in China” vuol dire qualità

Nel mondo del cashmere tutto prende un’altra forma e realtà: si perchè parlare di Made in China non è assolutamente dispregiativo, ma anzi è la sigla che vi conferma che il capo in questione è uno dei più pregiati che possiate avere sotto mano. Infatti se credevate che la maggior parte della produzione del cashmere si concentrasse nell’omonima regione indiana, in realtà il maggior produttore di cashmere ad oggi si conferma essere la Cina.

Il 60% del cashmere mondiale proviene dagli altipiani della Cina: in particolare la Mongolia e il Nord della Cina, insieme al deserto del Gobi sono i luoghi migliori che grazie ad un favorevole clima freddo che permette al prezioso sottovello delle capre di crescere soffice, in un allevamento a 5000 metri di altezza.

Il mercato cinese attualmente è uno dei più fiorenti: iniziato a svilupparsi dopo la seconda guerra mondiale, ha registrato un vero e proprio boom negli anni 70′ con l’arrivo delle prime aziende europee. Da quel momento la crescita è stata graduale: all’inizio la produzione di cashmere cinese costituiva solo il 20% in quanto le esportazioni erano gestite dal governo. Oggi invece la sola Hohhot in Mongolia ospita 30 fabbriche di cashmere che producono all’anno per 50 tonnellate di fibra.

Le condizioni favorevoli della Cina hanno conquistato ad oggi anche gli interesse del mercato italiano, al punto che oggi sono tantissime le aziende italiane che si appoggiano alla Cina per le proprie produzioni, facendo sempre grande attenzione alla lavorazione e ai requisiti indispensabile che un capo deve possedere per essere immesso nel mercato europeo.

Uno scambio economico ma anche culturale: i cinesi infatti hanno avuto modo di apprezzare la qualità del Made in Italy, così oggi richiedono anche il prodotto lavorato con la garanzia del Made in Italy. A fare gola tra i primi è stato proprio Brunello Cucinelli, i cui prodotti vengono venduti in 18 negozi distribuiti sul territorio cinese.

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