Progetto Green per le aziende del cashmere umbro

Il distretto tessile del cashmere umbro si conferma essere una delle prime realtà aziendali a far sentire la propria voce in ambito sostenibilità: la cura dell’ambiente circostante è uno dei primi obiettivi che ciascuno di noi deve coltivare per migliorare la vivibilità della natura, nella quale nasciamo e cresciamo.

E’ per questo che nel 2011 il Ministero dell’Ambiente Italiano ha dato il via ad un programma di valutazione dell’impronta ambientale, cioè l’impatto che ogni attività genera sull’ambiente. Sono ben 200 le aziende di grandi marche che hanno aderito all’iniziativa insieme ad enti pubblici e università, insieme per controllare e gestire le emissioni di CO2 nell’ambiente partecipando  alla procedura di “carbon management”, con l’obiettivo di ridurre al minimo il danno per l’ambiente in collaborazione con il Consiglio dell’Unione Europea.

A dare un segnale forte nel mondo del cashmere non poteva non essere primo Brunello Cucinelli che nel 2012 firmò nella sua sede di Solomeo l’accordo con l’allora Ministro Clini: un incontro significativo che ha segnato il ruolo attivo di una delle aziende più rinomate di cashmere Made in Italy in questa lotta a favore della sostenibilità. Un percorso iniziato da Cucinelli e portato avanti anche da un altro rinomato nome come quello di Cruciani, che in occasione di Pitti Uomo 2013 realizzò l’esclusivo braccialetto ecosostenibile così da sensibilizzare anche il suo affezionatissimo pubblico, rendendo più evidenti e urgenti i temi ambientali.

Infine va segnalato il ruolo attivo anche dell’azienda Pashmere che in occasione di Pitti Uomo 2014 ha presentato il progetto “Analisi dell’impronta di carbonio di maglia e sciarpa in cashmere”, evidenziando la propria proposta in ambito green.

Related Article

Commenti
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: