Della Ciana Cashmere: la voce e il presidio dei lavoratori

Dall’Umbria, cuore dell’Italia e del cashmere made in Italy giunge forte la voce dei lavoratori dell’azienda Della Ciana Cashmere: i 30 lavoratori si sono ritrovati in un presidio presso Santa Maria Rossa proprio dinanzi allo stabilimento dell’azienda per discutere del loro futuro. Nell’azienda loro non ci lavorano più da quando nel 2012 è stata annunciata la cassa integrazione a zero ore, una soluzione che si è protratta ancora oggi divenendo cassa straordinaria sempre a zero ore. Il futuro dell’azienda appare compromesso, avendo anche già reso noto che “la liquidazione è volta al concordato e che non ci sarà più spazio per riaprire”, parole quindi che segnano la fine di un azienda, che è molto più di una chiusura qualsiasi e che sembra inevitabile se non ci sarà un diverso e giusto intervento.

Eppure a quei 60 dipendenti che se ne andarono un anno fa le cose sembrano andate per il meglio: dopo il licenziamento sono riusciti a trovare un nuovo posto sempre nel mondo del cashmere, perchè come è stato più volte ribadito il cashmere non ha sofferto la crisi nel settore dei tessuti, un dato che rende più amara la situazione di chi in azienda vi è rimasto, senza vedere la risalita. Difficile da digerire poi, ha sottolineato la CGIL, che dei professionisti con anni ed anni di esperienza nel settore debbano essere mandati a casa, quella professionalità che distingue l’eccellenza del made in Italy.

Forte allora si fa l’appello alle istituzioni, gridando inevitabilmente all’incapacità gestionale, unica spiegazione in considerazione delle positive statistiche del settore.

Related Article

Commenti
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: