Giovanni Bonotto e la Fabbrica Lenta: storie del Made in Italy

Parlare di cashmere, moda, tessuti, look, style e creatività non vuol dire parlare solo di acquisti e piaceri estetici ma anche di storie: dietro ogni azienda e dietro ogni suo capo c’è una grande storia che attende di essere raccontata, perchè a renderla tale sono le persone che con grande passione e sacrificio vi hanno lavorato.

Abbiamo spesso parlato di grandi imprenditori impegnati nelle produzioni cashmere, a cominciare da Brunello Cucinelli divenuto ormai un esempio di imprenditore che affronta con la giusta dose di rischio, attenzione e passione la sua avventura nel mondo della moda, e oggi da Solomeo ci spostiamo a Vicenza con Giovanni Bonotto che con grande coraggio e forza è pronto a difendere il dna del Made in Italy.

La storia di Giovanni comincia con un’azienda, la Bonotto fondata centouno anni fa e che ha iniziato a produrre cappelli di paglia ma che ha cambiato sempre rotta seguendo l’onda dei tempi: negli anni sessanta si passa alla produzione della lana, mentre più tardi ancora la fabbrica ha iniziato a confezionare tessuti per le grandi casi di moda internazionali.

Vent’anni fa la nuova conversione tocca a Giovanni: ed ecco che da una moda massimalista si passa ad una minimalista, scegliendo di declinare i tessuti, ma soprattutto ha introdotto la fabbricazione lenta, rifiutando i nuovi macchinari che producono più velocemente senza badare alla qualità, riducendo il capo ad un qualsiasi brand o logo di un’azienda. Nel 2007 arriva allora l’attuazione del suo piano: l’acquisto di telai meccanici del 56′ grazie ad un’asta in Giappone, ad ogni telaio il suo meccanico che è un “maestro artigiano” e nasce “La Fabbrica Lenta”.

La produzione ne guadagna tantissimo da questa scelta audace, comprendendo tessuti ricercati che vanno dal cashmere della Mongolia alla flanella di guanaco andino, firmando un’unicità tutta italiana richiesta da grandi case come Chanel, Armani, Dior, Monclair per citarne alcuni. Un fatturato sempre crescente e una storia che continua a farsi  giorno dopo giorno ha portato l’azienda ad avere uno dei premi dedicati alla Civiltà Veneta: la testimonianza che in Italia c’è ancora qualche cuore che pulsa e riesce a fare la differenza.

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