“Une histoire de cachemire”: realtà rurale dei pastori della Mongolia

In un video-clip eccezionale tre pastori della regione settentrionale del Gobi, nella provincia di Bayankhongor in Mongolia raccontano i cambiamenti nel loro ambiente. Essi testimoniano l’evoluzione della domanda mondiale e del costo del cashmere. Uno spaccato di vita di questi uomini tra le montagne e le distese semi desertiche, delle loro giornate dedite alle preziose capre Hircus, i gesti tradizionali tramandati di padre in figlio, (la popolazione nomade è stimata in circa 10.000 nuclei familiari) e la volontà di seguire le innovazioni e i cambiamenti, in apparenza ancora cosi lontani dal loro stile di vita e di lavoro. I pastori raccontano con semplicità gli effetti del cambiamento climatico e  del cambiamento dei pascoli, delle praterie a tratti aride della Mongolia punteggiate qua e là dalle “gher”, le tipiche tende in feltro di questo popolo .

Dettagli interessanti su come queste tribù si spostano e accudiscono le capre cosi importanti per la loro esistenza, nel pieno rispetto dell’ambiente. Anche per questo è una terra bellissima, per i mongoli  è sacra, e ne rispettano la fauna e gli spazi, sebbene estrema, più grande dell’Italia di ben cinque volte, è un territorio che un tempo era molto ricco di specie arboree e floreali rarissime, con inverni rigidissimi dove la temperatura arriva a meno sessanta gradi,  che si alternano ad estati non caldissime ma asciutte, Negli sconfinati territori della Mongolia, dove spesso non si incontrano né uomini né animali per giorni interi, i pastori nomadi conducono i greggi alla ricerca di acqua e pascoli, il paesaggio desolato e sconfinato pare in netto contrasto con la realtà dei fatti: la Mongolia è uno dei Paesi più produttivi al mondo nella raccolta della pregiata fibra. 

La Mongolia con il 22% di raccolta è seconda solo alla Cina che vanta il 67%, primo paese mondiale produttore di cashmere. Il “Vello d’oro”, cosi viene definito il cashmere, è di fondamentale importanza per l’economia della Mongolia, la fibra più ambita al mondo si traduce in questo paese  in valuta pregiata, lavoro e benessere. La capra da cashmere produce una quantità limitata di lana, quindi solo una piccolissima parte è destinata al mercato interno del paese; la qualità eccezionale, la morbidezza e l’ampia richiesta di mercato, permette ai pastori nomadi di sopravvivere per l’intero anno con la vendita del vello “pettinato” in primavera; gente che da un millennio conosce il segreto del cashmere, e vive di pastorizia e allevamento.

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