La strada della lana: l’industria tessile italiana dal ‘700 a oggi

Biella, centro lombardo noto per i filati; già dal ‘700 a Biella si filava la lana, con il passare del tempo nulla della tradizione e della sapienza artigianale è andato perduto; e ancora oggi Biella fila la lana. Anzi con il passare del tempo questa cittadina lombarda è diventata uno dei centri più importanti per la filatura sia italiana che mondiale, sostenuta oggi da nomi eccellenti dell’industria artigianale di lusso del comparto, come: i Fratelli Piacenza, Zegna, Cerruti, e altri.

Di questa filatura secolare e preziosa troviamo un’ affascinante testimonianza nell’archivio storico conservato in una delle fabbriche più antiche di Biella; parliamo dellArchivio Pria di Biella, situato nel raggio dei 50 km che costituiscono il distretto tessile più famoso del mondo e che va da Biella a Borgosesia. Migliaia di volumi, bozzetti, documenti, campioni di stoffa e di filato che dipanano le vicende di un’arte antica, una fantastica storia che va dal ‘700 a oggi sulla “strada della lana”.

Reperti glamour e preziosi, come il campione del tessuto utilizzato negli anni ’60 da Givenchy per confezionare il cappotto che Audrey Hepburn indossò in “Colazione da Tiffany”, un cult del cinema dell’epoca.Luoghi interessanti, permeati di cultura antica, di sapienza contadina e di avanguardia tecnologica che supportando senza sostituire, ha dato ancora più valore a questo piccolo grande regno del tessile italiano, dove le meraviglie si moltiplicano, senza temere il passare del tempo, ma trovando in esso un alleato, testimone e guardiano dell’arte sublime di filare la lana.

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