Cashmere: l’Italia è in pole position

Tessuto pregiato, nobile e di lusso il cashmere ama gli italiani, e si tratta di un amore fortemente ricambiato: così l’Italia può essere ben fiera di mantenere un primato almeno nella produzione di cashmere. Aziende in crescita, cura e nuovi brand di cui abbiamo spesso parlato nel nostro blog testimoniano infatti questa pole position.

Un risultato che fa sorridere se pensiamo ai problemi che il filato più pregiato del mondo ha dovuto affrontare: il 2001 infatti ha visto il prezzo del filato abbassarsi per poi tornare a crescere negli ultimi tre anni in seguito ai cambiamenti delle politiche di allevamento cinese, e a causa delle rigide condizioni climatiche invernali che hanno interessato la zona in cui viene allevata la capra hircus. Nel solo 2012 infatti sembra che gli animali sterminati dall’inverno siano stati non pochi, portando così ad una riduzione rilevante della produzione del filato.

Il consumatore però sarà tutelato da questo aumento di prezzi, derivato dalle variazioni di raccolta e produzione della materia prima: le aziende hanno infatti fatto sapere che l’aumento dei prezzi nei negozi per la prossima stagione invernale sarà minimo.

L’Italia così può ben conservare il suo secondo posto tra gli acquirenti di cashmere a livello mondiale, grazie alla cura e alla qualità con cui viene trattata la materia prima. Pensiamo che aziende come Loro Piana ricercano il cashmere proprio nelle zone originarie della Mongolia e della Cina, e quel filato raccolta arriva ad essere lavorato in aziende di prestigio come quella di Brunello Cucinelli.

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