La crisi che non spaventa il lusso

In una situazione economica drammatica che tarda a migliorare c’è chi è costretto a farsi da parte, chi a diminuire le spese e chi invece decide di rischiare: più che rischiare però si tratta di sapersi mettere in gioco, reinventarsi e far brillare la creatività. E’ il caso infatti di Brunello Cucinelli, concentrato ora più che mai ad estendere la produzione del lussuoso filato cashmere umbro verso gli orizzonti esteri.

A permettere però l’esito positivo delle quotazioni dei titoli in borsa di Cucinelli è anche il rilevante dato, che riguarda anche altri settori oltre a quello tessile, circa la scelta del lusso nonostante le politiche del risparmio di cui anche tanto si parla. 

Alla luce quindi di questi risultati della maglieria di lusso umbra, le aziende su esempio di Cucinelli sono pronte a dare un nuovo riassetto alla dinamiche della propria impresa tessile: retail diffuso ed organizzato, puntare fortemente sugli accessori per far quadrare i bilanci e puntare sui mercati emergenti, questi gli ingredienti vincenti su cui si punta per espandere la ventata positiva che interessa i grandi marchi.

Europa e Nord America saranno le tappe preferite per espandere i negozi monomarca, fino ad arrivare in Sud America e Asia puntando anche su un’ampliamento dell’offerta di accessori e pelletteria.

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