Cashmere: com’è raccolta e trattata la preziosa fibra

Nei precedenti articoli abbiamo scoperto le origini del Cashmere, al viaggio che la fibra compie per arrivare fino a noi portando con se’  la storia di terre lontane e freddissime.

Le fibre però non sono raccolte in un qualsiasi periodo dell’anno, ma nella stagione della muta per le capre: in primavera infatti le capre cambiano i loro tessuti, e comincia così la raccolta secondo tecniche che garantiscano la certezza di conservare la qualità e l’unicità del tessuto.

L’operazione più difficile dal quale ricavare il nobile tessuto è la pettinatura: attraverso quest’azione che è assolutamente innocua all’animale, è possibile ricavare il duvet, la parte soffice al di sotto del vello delle capre, senza però rovinare le fibre. E’ possibile ricavare dai 200 ai 300 grammi di duvet da una capra, una quantità che durante la lavorazione si riduce durante la fase di raffinatura del nobile tessuto.

La pettinatura è una delle fasi che chi raccoglie il Cashmere preferisce: sul web ci sono diversi blog di aziende agricole per lo più toscane che raccontano con entusiasmo la loro prima pettinatura alle capre dal vello Cashmere che hanno allevato con tanta cura. Spesso è possibile anche prendere parte a questa operazione in alcuni agriturismi che allevano questo tipo di capre, soprattutto nei grandi e rigogliosi spazi della nostra Toscana.

Ciò che rende il Cashmere diverso dagli altri tessuti è il fattore di preziosità: la ricerca del duvet più pregiato e di qualità non è sempre attività facile, ma al di là dei fattori di reperimento è fondamentale proprio per la sua rarità e delicatezza eseguire operazioni di lavorazione e di conservazione con delicatezza proprio per conservarne le sue proprietà.

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